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Certificato di TripAdviser Eccellenza - Vincitore 2015

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Gault Millau 2014

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L'Albergo storico dell'anno in provincia di Bolzano

L'Albergo storico dell'anno in provincia di Bolzano

Tutto ciò che è antico un tempo era nuovo, tutto ciò che è nuovo un giorno diventerà antico

Un’iscrizione adorna la facciata: “Löwengrube, Wirtshaus seit 1543” (Fossa dei leoni, osteria dal 1543, ndt).
La Löwengrube è un’osteria di quasi 500 anni, in passato probabilmente chiamata Zollwirtshaus (Locanda alla dogana) a causa del dazio cittadino che un tempo veniva chiesto a viaggiatori e carrettieri, forse introdotto dal conte Mainardo II di Tirolo almeno tre secoli prima. È possibile che anche le cantine della Löwengrube, scavate in profondità nelle viscere di Bolzano, risalgano al medesimo periodo. Si tratta, dunque, di un locale storico fatto di tante storie cui ora va ad aggiungersi un nuovo capitolo, poiché la Löwengrube è stata ristrutturata con eccellenti interventi architettonici, seguendo un moderno modello aziendale. L’antica osteria è diventata un’enoteca che vanta una raffinata cucina, un luogo in cui talvolta vengono proposte anche degustazioni di vini o corsi di gastronomia: eventi particolarmente di moda!
Per accedere alla nuova Löwengrube si passa attraverso una bussola in acciaio e vetro in cui è stata integrata una mescita al bicchiere e scendendo un paio di gradini si viene accolti da un’atmosfera che ricorda a prima vista la lobby di un hotel più che di un’osteria. Qui si trova un bancone basso davanti a un grande e semplice scaffale composto da riquadri, con la parte inferiore in rovere, sovrastato da una fascia in acciaio. Mobili classici e solidi, come la cosiddetta Egg chair di Arne Jacobsen, s’armonizzano con tavoli rotondi in rovere realizzati su misura, alle cui spalle svetta nuovamente il sobrio scaffale. All’estremità del bancone si trova il primo dei tre box di servizio in acciaio che accoglie i lavelli e il passavivande e in cui è stata inserita una finestra scorrevole con vetri a tondi; gli altri due box ospitano le toilettes. Tutti questi elementi sono stati incorporati ad angolo retto, leggermente distaccati dalle mura storiche, instaurando così un dialogo tra antico e moderno in cui il nuovo spicca consapevolmente sul vecchio creando un ambiente suggestivo e innovativo. Sullo sfondo si staglia l’attrazione senza tempo della Löwengrube vera e propria, la Stube neogotica accuratamente riportata all’antico splendore, sotto lo sguardo vigile dell’ufficio tutela dei beni culturali. Il rivestimento tavolato perimetrale e la panca occupano circa i due terzi dell’altezza complessiva della parete che sulla parte superiore presenta raffigurazioni dei paesaggi locali, opera di Albert Stolz, il più giovane dei tre fratelli. Gran parte dell’arredo è stato conservato, come ad esempio la stufa a sinistra dell’ingresso della Stube e i lampadari. Le spallette scure delle finestre sul lato destro, i loro merli e le finestre con vetri a tondi contribuiscono ad avvolgere la sala in una luce dai toni attenuati quasi soffusi che in passato, quando nei locali era ancora consentito fumare, doveva dare l’impressione di essere immersi nella nebbia.
Una scala conduce alla cantina (risalente presumibilmente al XIII secolo) scendendo almeno di due piani. A metà della struttura storica è stata collocata una nuova scala in acciaio con una deviazione che sale di qualche gradino fino a una galleria, sostenuta dalle antiche travi di un precedente solaio intermedio. L’intera sala rimane però aperta lasciando percepire le dimensioni della cantina. Accanto alla nuova scala domina l’ormai noto scaffale (qui in abete rosso) della sala per gli ospiti che, sfiorando quasi il soffitto, segue le pareti senza toccarle curvando ad angolo retto. Le dimensioni e il collegamento alla gal- leria conferiscono allo scaffale una particolare forza mentre gli ampi tavoli con le gambe incrociate in acciaio riportano la memoria a vivaci banchetti.
Dopo aver fatto ritorno alla sala per gli ospiti, si sale l’antica scala fino al primo piano raggiungendo direttamente un salone con cucina a vista e tre piccoli tavoli circondati da una panca la cui spalliera sfuma quasi nel rivestimento tavolato che prosegue su queste pareti, deco- rando anche le due sale retrostanti allestite con un solo tavolo ciascu- na e soffitti a stucchi dipinti, accuratamente restaurati. Questo piano accoglie anche la nuova cucina attrezzata con ogni dotazione tecnica. Nel suo insieme, il complesso si distacca dall’antica Löwengrube e non ha quasi attinenza con un’osteria come forse risulta evidente prima ancora d’accedervi. Ma il nuovo concetto di cucina piccola e raffinata con un’enoteca ben assortita rappresenta la continuità di un’antica istituzione di Bolzano: la Löwengrube fa suo il motto che tradizione non significhi rimanere ancorati al passato, bensì essere in costante evoluzione. L’ufficio tutela dei beni culturali ha seguito le opere di ristrutturazione, perfettamente riuscite, con competenza e disponibilità. I proprietari, consapevoli del valore dell’immobile, hanno affidato il loro tesoro a mani esperte: “bergmeisterwolf archi- tekten” hanno progettato la ristrutturazione mettendo in scena un emozionante dialogo tra antico e moderno e trasformando il vecchio in nuovo con materiali pregiati abilmente combinati tra loro. Ne sono derivati ambienti eccezionali, sia dal punto di vista formale che conte- nutistico; grazie ad esempio ai grandi tavoli al piano interrato e nelle due sale al piano superiore che non sono riservate a gruppi numerosi, bensì dedicate anche a quelli più piccoli o a singoli ospiti, diventando così un luogo di socializzazione. Il concetto architettonico è evidente: le antiche mura sono rimaste intatte e le opere sono state sviluppa- te ad angolo retto impiegando esclusivamente materiali pregiati, dai pavimenti ai lampadari. I committenti hanno compreso e approvato il progetto seguendolo attentamente e pertanto spetta loro un parti- colare riconoscimento.

 

"L'Albergo storico dell'anno in provincia di Bolzano" e un premio della Fondazione Cassa di Risparmio di Bolzano in collaborazione con la Soprintendenza ai beni Culturali e l'Unione albergatori e pubblici esercenti.

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